Livorno - Ai Tre Ponti, non c’è bisogno d’essere del mestiere per capire che andiamo poco lontano con un cantiere messo così.


Un po’ d’esperienza occorreva invece per giudicare inadeguata la soluzione adottata col cambio d’appaltatore a pari condizioni, dopo la fuga inaudita di quello originario: 

io l’ho sostenuto, ma per il Genio Civile, con Giani e Salvetti, era tutto ok.

Purtroppo, quando nasce un problema inaspettato, affidarsi alla soluzione sbagliata diventa un fattore d’ulteriore aggravamento, con costi che lievitano ancor più e tempi che slittano ancor più.

È evidente. Non è plausibile che in questo cantiere sgangherato possano essere svolte lavorazioni complesse, come quelle previste col montaggio dell’enorme campata. E allora?

O ci sarà un immediato cambio di passo, organizzativo finanziario e operativo, da parte dell’Impresa.

O la politica non potrà continuare a assistere passivamente.

Il Comune di Livorno mostri coraggio e chieda alla Regione l’intervento risolutivo: non dobbiamo consentire che i lavori proseguano nei modi che osserviamo.

Occorre riconsiderare tutto alla luce di nuove prospettive, cancellando gli effetti dei gravi errori commessi finora.

VITO BORRELLI

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