Livorno : il degrado investe buona parte del Centrocittà, non solo la piazza Garibaldi.


Si riconnette a processi urbanistici d’ordine generale, a fenomeni commerciali presenti ovunque. E tuttavia, il senso d’abbandono che si percepisce nella Livorno del Pentagono non lo riscontriamo in altre realtà urbane.

La trasformazione della cultura popolare, delle ritualità collettive, delle abitudini sociali, per opera delle potenti società immobiliari politicamente “amiche” che hanno riprogettato la città, ha avuto effetti devastanti sulla parte storica.

Il Centrocittà è stato fatto diventare scomodo e obsoleto, i nuovi Centri commerciali funzionali ai bisogni.

E basti rammentare come, a ispirare il recente insediamento di Porta a Mare, vi sia la conclamata pretesa di realizzare l'alternativa alla via Grande. 

La Porta a Mare è stata presentata come luogo dell’incontro e della relazione, dello svago e della ristorazione, non soltanto negozi. 

Mai come al tempo del suo lancio pubblicitario, e per favorirne gli esiti, la via Grande ha sofferto, in parallelo, così tanta trascuratezza. 

Anche la riqualificazione dell’antico cuore pulsante della vita cittadina pare piuttosto una burletta, l’apoteosi del grottesco e della sciatteria. 

Probabilmente 'les jeux sont faits', e i masterplan della Viviani diventano patetici rifugi nella propaganda delle false intenzioni.

La repressione, le zone rosse, le misure emergenziali, appaiono quali uniche misure di contrasto al dilagare di bande e spacciatori.

VITO BORRELLI

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