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È ormai desolatamente abbandonato, come per sospensioni a tempo indefinito.
Il cantiere alla foce del Rio Ardenza è stato aperto nel maggio del 2023 e doveva durare 540 giorni, con il completamento delle opere previsto per il 2 novembre 2024.
Poi i terribili imprevisti, capitati come la caduta delle tegole, che pur tanti anni di studi preparatori non hanno palesato.
C’erano, guarda un po’, intricati sottoservizi e caratteristiche geotecniche manco adombrate.
Il ponte Bailey provvisorio ci costa 25mila euro al mese.
Il noleggio ha durata di sedici mesi (dal 5 novembre 2024), prorogabile (al costo di 18 mila euro) al massimo per altri otto.
Dopodiché niente è garantito, quella struttura andrà ricontrattata da posizione scomoda, ammesso che il noleggiatore non abbia altri impegni.
Il Genio Civile ne fa ordinaria amministrazione, il Sindaco, pur chiacchierino in tante occasioni, s’ammutolisce, la cronaca del Tirreno usa toni indulgenti.
Le Autorità deputate al controllo delle procedure e dei conti, non s’accorgono delle gravi anomalie, dei tempi raddoppiati o triplicati, dei costi che esplodono.
La gente rassegnata s’incuriosisce, niente di più: ha perso la capacità d’indignarsi.
Il responsabile di lavori così concepiti (mettiamoci pure lo stombamento impedito del Rio Maggiore) è diventato Presidente dell’Ordine degli Ingegneri.
VITO BORRELLI

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