Chiesti 11 rinvii a giudizio: sindaci, assessori e tecnici A PRATO SOTTO INCHIESTA L’URBANISTICA NON SOLO IL GIORNO DELL’ALLUVIONE

 


Il 2 novembre 2023 Prato e dintorni furono colpiti da una disastrosa alluvione conseguenza di un eccezionale evento atmosferico che riversò sulla zona una enorme quantità d’acqua. Ci furono due morti e ingentissimi danni. Un replay di quello che accadde nel settembre 2017 a Livorno dove ci furono otto vittime.

 A Prato la Procura della Repubblica dopo due anni di indagini ha chiesto il rinvio a giudizio per omicidio e disastro colposi di undici persone: un paio di sindaci, vari assessori, un dirigente del Genio civile, il direttore locale di Autostrade e di quattro dipendenti comunali. 

 La differenza rispetto all’inchiesta di Livorno, dove fu incriminato e condannato in primo grado il sindaco, è significativa: i magistrati pratesi non si sono concentrati solo sul giorno dell’alluvione e sui meccanismi delle allerte e degli interventi della Protezione civile ma sono andati a scandagliare le responsabilità della situazione urbanistica e morfologica del territorio che ha portato alla catastrofe. 

 Vengono così contestati agli imputati varie insufficienti tombature di corsi d’acqua, il restringimento di un alveo, la presenza di ponti di capacità inadeguata che hanno fatto da tappo, la mancanza di un muro su un argine, l’assenza di manutenzione di torrenti. Omissioni e opere urbanistiche discutibili che sono emerse anche al processo di Livorno con le aggravanti di magazzini che hanno ottenuto la trasformazione della destinazione d’uso in abitazioni (cinque morti), casse di espansione insufficienti, zone a rischio idraulico abbondantemente cementificate e ricoperte da enormi parcheggi asfaltati.

 A Livorno si ha l’impressione che, oltre ai torrenti, si siano voluti “tombare” gli anni che hanno preceduto il disastro con il loro carico di possibili responsabilità. Una situazione urbanistica di estremo pericolo e vulnerabilità che dopo gli otto morti del 2017 è stata implicitamente riconosciuta anche dalla politica, almeno da quella regionale. Sono infatti in corso, sia pure a rilento, diversi cantieri per il riassetto idrogeologico cittadino per una spesa di circa cento milioni di euro. Ma a Livorno tutto, a livello giudiziario, è stato ridotto ad una semplice disorganizzazione nella notte dell’alluvione.

Qui un mio post sull’argomento di alcuni anni fa:

https://www.facebook.com/100002412760607/posts/5706708959419473/?

ALESSANDRO BARABINO

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