Livorno - Una città così trasandata, sporca, mal amministrata, per quanto si giri è impossibile vederla in Europa.

 Giuro.


Una città così trasandata, sporca, mal amministrata, per quanto si giri è impossibile vederla in Europa.

Restiamo pure in Italia per carità di patria, sarebbe troppo facile sconvolgersi guardando alla Mitteleuropa e persino ai Paesi mediterranei.

Un tempo si diceva che Livorno somigliasse a una città del sud, e tuttavia vi invito a visitare le tante belle città meridionali, coi loro centri storici curati, le pavimentazioni stradali ricche di composizioni in pietra, le aiuole fiorite.

Livorno sconta una maledizione culturale, quella postura del badalì/fa’vaini che opera da pesante zavorra a ogni prospettiva di miglioramento.

E soprattutto paga la vocazione politica alla claque, un atteggiamento aprioristico che obbedisce al gesto e rinuncia al giudizio critico.

Una gran parte di livornesi è rimasta vittima, inconsapevolmente, dei suoi trascorsi storici: del “fascio” esperienziale, del corso ineluttabile degli eventi, della fede opportunistica nelle 'avanguardie'.

Che oggi, più prosaicamente, hanno assunto le fattezze crude della mentalità clientelare, della speranza che cada la manna dal cielo. 

Dunque s'affida, non sceglie; accetta, non reagisce; crede, non valuta; giustifica, non reclama; reitera, non esonera.

E s’avvia pur confidente verso il precipizio, quando una guida balorda ce la conduce, docilmente ricettiva alla manipolazione.

VITO BORRELLI

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